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Orcle Contro GoogleÈ notizia di oggi che il giudice incaricato della causa di Oracle contro Google, per la violazione dei brevetti riguardanti Java, ha ordinato un netto ridimensionamento del numero di brevetti oggetto della contestazione. Da ben 132 a solo 3.

Naturalmente come ben sapete la causa riguarda Android, in particolare la tecnologia della sua Dalvik VM. Chi segue il mondo Android sa di cosa si parla e sa quanto è stato detto fino ad ora a riguardo, comprese le possibili conseguenze nefaste di un vittoria di Oracle, inutile quindi ripeterle.
Vediamo invece questa novità cosa comporta.

Prima di tutto rispondiamo alla domanda che tutti voi vi starete sicuramente ponendo in questo momento. Questa novità riguardante la causa è positiva per Android? La risposta è NI.
Il giudice praticamente dice a Oracle di scegliere tra tutti quei brevetti solo tre che rappresentino violazioni più certe, dicendo però che tutti i restanti, esclusi dalla causa, non potranno più essere contestati a Google, almeno per la tecnologia Android.
Mentre lo stesso giudice ordina poi a BigG di presentare solo otto prove che dimostrino che quei tre brevetti contestategli non sono validi.

Ecco direttamente il pezzo dell’ordinanza del giudice che illustra questa decisione:

Currently, there are 132 claims from seven patents asserted in this action, and there are hundreds of prior art references in play for invalidity defenses. This is too much. The following schedule will ensure that only a triable number of these items — three claims and eight prior art references — are placed before the jury in October, all others to be forsaken. Oracle will surrender all of its present infringement claims against Google based on the 129 asserted claims that will not be tried. Oracle may not renew those infringement claims in a subsequent action except as to new products.

Di fatto questa decisione stata presa non per favorire una parte piuttosto che l’altra. Ma bensì per evitare di intasare inutilmente il tribunale con questa causa, riducendola ad un numero umanamente gestibile di prove e controprove.
In linguaggio più popolare è come se il giudice avesse detto “Basta spammarci con tutta questa roba, riducete il tutto a tre e rinunciate per sempre al resto”.

La cosa positiva per Android, da questa decisione è che il tutto verrà ridotto, quindi sarà maggiormente gestibili anche da parte degli avvocati di Google e se convicerà con le otto controprove la non validità di quei tre brevetti, Android vincerà su Oracle.

La cosa negativa è che naturalmente basta che uno solo di quei tre sia riconosciuto come valido e di fatto Android e con esso Google verrà pesantemente danneggiato.

Vedremo chi l’avrà vinta. Sicuramente grazie a questa decisione logistica il tutto sarà più veloce.
Speriamo poi che queste continue cause per i brevetti software intasa-tribunali servano a dare finalmente una spinta ad un’attesa riforma del sistema brevetti USA.

P.S. Se per caso vi passa per la testa la domanda di come sarebbe finita una causa civile del genere in un tribunale italiano (premesso che non è brevettabile il software da noi) la risposta è sicuramente sarebbe finito tutto prescritto prima di arrivare ad un giudizio.

Michele Dipace

Admin di Androidlab e "Computer Addicted", ha cominciato la sua"carriera" nella metà degli anni 80 sui computer 8 bit Commodore e Sinclair passando poi al 16 bit Amiga, diventandone grande appassionato. Oggi Linux user, crede che Android sia il sistema operativo destinato ad emergere nel mercato della telefonia mobile.

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