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Il Laboratorio Italiano Android e Google Chrome

Google sempre un passo avanti agli altri, lancia la ricerca web criptata, andando all’indirizzo https://www.google.com potrete cercare come siete abituati a fare usando una connessione ssl criptata, in questo modo chiunque si ponga “in ascolto” tra di voi e i server di Google non avrà modi di carpire i dati che che trasmettete o ricevete.
In pratica lo stesso sistema che si usa per le banche on line.

google

Naturalmente nessuno potrà vedere i termini che cercate, all’infuori di Google sia chiaro, il motore saprà sempre cosa cercate o quali risultati di di ricerca scegliete, questi diti gli servono per la sua pubblicità mira e non ci rinuncia di certo.
Naturalmente l’uso della versione criptata del motore è e sarà opzionale, ed al momento disponibile solo per la versione inglese google.com del motore, ma presto si espanderà a tutti i vari domini nazionali.

Cosa può porta l’uso della versione criptata?
Forse per un utente normale nulla, ma pensiamo ad un utente che vive in un paese non propriamente democratico, uno a caso, Cina, in questi paese spesso e volentieri il governo controlla la rete e soprattutto controlla il primo mezzo di accesso alla rete che sono i motori di ricerca, questi governi oltre a raccogliere informazioni sui proprio cittadini su chi ha cercato cosa e quando, praticano l’odiosa tecnica dell’impedire la ricerca di determinate chiavi “scomode”.
Usando una connessione criptata la chiave stessa è criptata quindi chi controlla non può sapere il contenuto dei dati scambiati tra l’utente ed il server del motore di ricerca.

Questo è stato a mio avviso un grande sforzo da parte di BigG, inanzi tutto ricordiamo che offre ormai tutti i suoi prodotti sotto connessione sicura, in primis il servizio di posta Gmail, che e stato il primo servizio webmail di massa ad offrire l’accesso attraverso connessione criptata per tutta la sessione non solo per la fase di login, ed ora per primo offre la ricerca criptata, riuscendo in un effort non da poco visto le maggiori risorse in termini di tempo nel stabilire una connessione, maggiori che richiede usare una connessione criptata.

Ma questo sforzo è da ammirare anche perchè ad oggi, i risultati che Google ci restituisce non sono solo i sui siti web indicizzati ma ci restituisce con un’unica ricerca anche i risultati da tutta la sua galassia di prodotti e non tutti, per caratteristiche tecniche proprie del servizio, possono offrire una connessione sicura, come ad esempio i video di youtube. Ecco Google è riuscito comunque ad incanalare tutti questi risultati e a renderceli criptati, incidendo in maniera impercettibile sulle prestazioni della ricerca.

Ma come funziona una connessione SSL e perchè richiede più risorse, cerco di spiegarlo a grandi linee e di essere meno tecnico possibile.
SSL sta per Secure Sockets Layer e si può dire che rappresenti una “versione migliorata” del protocollo TCP su cui viaggia la nostra connessione web. In realtà esso non è un vero e proprio protocollo ma sono una serie di metodi che qualsiasi programmatore può usare per rendere criptata una connessione che viaggia su TCP. SSL Realizza questo interponendosi tra la connessione vera e propria e l’applicazione, come in figura:

"

Tutto questo però riduce i tempi di handshaking (stretta di mano), ovvero le operazioni che client (browser in questo caso) e server compiono per stabilire una connessione, normalmente in una connessione senza ssl l’handshaking è a tre passaggi, richiedo la connessione, mi rispondono dicendo che l’accettano e io rispondo che ho ricevuto la risposta.
Con SSL i passaggi diventano sei, i primi tre iniziali sono li stessi successivamente il client fa sapere che vuole usare SSL, i server risponde con il suo certificato, che è rilasciato da apposite Autorità, successivamente il client crea una chiave di codifica univoca che viene utilizzata solo per questa connessione.
La figura vi spiega sicuramente meglio di me:

"

Tutto questo per dirvi quindi che se usando la versione sicura di google.com non notate nessuna differenza in termini di prestazioni, bisogna dar credito gli ingegneri di Google e ringraziarli per il loro splendido lavoro di ottimizzazione.

Alla prossima novità…

Michele Dipace

Admin di Androidlab e "Computer Addicted", ha cominciato la sua"carriera" nella metà degli anni 80 sui computer 8 bit Commodore e Sinclair passando poi al 16 bit Amiga, diventandone grande appassionato. Oggi Linux user, crede che Android sia il sistema operativo destinato ad emergere nel mercato della telefonia mobile.

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