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Il Laboratorio Italiano Android e Google Chrome

Come abbiamo sempre sospettato Motorola vuole separare ,con un muro invalicabile, i suoi Device dagli sviluppatori di XDA.

Questa politica è stata applicata sin dal Motorola Droid e sarà sempre perseguita fino a che Motorola non capisca l’importanza degli Chef.

Il bootloader è un componente necessario per installare Recovery modificate per flashare ROM cucinate. Mentre il root sarà ancora possibile ( con alcuni accorgimenti si puo ottenere il root anche senza recovery modificata), servirà solo ad eseguire App  che richiedono il root presenti sul Market di Android.


Cosa significa quindi questo per gli utenti  del Droid X ? Rom e recovery customizzare potrebbero essere solo un utopia, fino a chè non si scoprirà una vulnerabilità. Mentre quindi il root sarà (quasi) sicuramente disponibile, sembra che Motorola ha fatto il suo lavoro con i suoi dispositivi per far si che le vulnerabilità siano nulle. Certamente, tutti i nuovi cellulari in arrivo potrebbero presentare falle di sicurezza “exploitabili”.  Nei successivi mesi o anche settimane vedremo indubbiamente svilupparsi la community underground per quanto riguarda l’Hacking di questo fantasmagorico Droid X.

Ora quindi, solo il tempo ci dirà se il bootloader del Droid X sarà difficile da crackare come quello del Motorola Milestone – la versione internazionale dell’originale Droid .

P.S: tutto questo non ci interessa finchè il Droid X non verrà rilasciato anche nel nostro continente.

[Viamirror 2 ]

Michele Dipace

Admin di Androidlab e "Computer Addicted", ha cominciato la sua"carriera" nella metà degli anni 80 sui computer 8 bit Commodore e Sinclair passando poi al 16 bit Amiga, diventandone grande appassionato. Oggi Linux user, crede che Android sia il sistema operativo destinato ad emergere nel mercato della telefonia mobile.

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