AndroidLab

Il Laboratorio Italiano Android e Google Chrome

Android eats AppleDopo esserci ripresi dallo stupore delle cose viste nella diretta del keynote, eccoci qui come di consueto a illustrarvi quanto visto e a commentare con voi.

Iniziamo con il dire, per chi ancora non lo sapesse, che questo primo giorno, come era stato l’anno passato, è tutto completamente incentrato intorno al nostro amato Android. La maggior parte delle novità che vedrete erano attese, ma qualche sorpresina come sempre Google ce l’ha riservata.

Naturalmente come introduzione alle novità Hugo Barra, Product Manager Director di Android, ha snocciolato un po’ di numeri su quello che è lo stato attuale di Android.
Vediamoli insieme:

  • 100 milioni di device Android attivati nel mondo.
  • 400.000 Nuovi device Android attivati giornalmente.
  • 4.5 miliardi di applicazioni installate dal Market Android.
  • 450.000 Sviluppatori Android registrati.

Numeri questi che in parte conosciamo, ma che vederli tutti insieme e pensare poi che stiamo parlando di un OS nato solo 2 anni e mezzo fa, fanno sicuramente sempre un certo effetto.

Google ormai ritiene veramente Android il suo fiore all’occhiello e non ne fa segreto. Ci tiene però a sottolineare che il grande successo di Android è prima di tutto merito degli sviluppatori che hanno creduto ed investito in questa giovane piattaforma.
Lasciate poi aggiungere a me che oltre agli sviluppatori di applicazioni per il Market, Google deve veramente ringraziare la community che si è creata intorno ad Android.

Community che è sempre in fermento e pronta ad accogliere tutte le novità. Infine non dimentichiamo tutti quegli sviluppatori e modders che fanno si che possedere un Android sia tutto men che noioso.

La prima novità mostrata è l’aggiornamento 3.1 per Honeycomb, versione Android solo Tablet, che arriva così alla versione 3.1 fixando qualche bug e aggiungendo migliorie nel Task Manager e nella gestione dei Widget e la modalità host usb per connettere qualsiasi device usb al tablet.

Dopo una brevissima illustrazione di questo aggiornamento per Honeycomb ecco che si passa a quello che è il futuro, un futuro che finalmente porterà un ecosistema Android più consistente e solido indipendentemente dal tipo di device su cui è installato.

                                                            Il futuro è Ice Cream Sandwich.

La prossima iterazione del nostro amato Android porterà tutto ciò che è stato fatto per Honeycomb anche sugli smartphone, unificando quelli che al momento sono due branch distinti.

Ma l’unificazione non è solo formale, verrà ripensato tutto quello che è il framework, permettendo così agli sviluppatori la creazione semplice di applicazioni che funzionino bene in egual misura su tutti i tipi di device.

Sicuramente, a detta degli stessi ingegneri Android, questa sarà la release più ambiziosa di Android.

Android ice Cream Sandwich

Naturalmente con se Ice Cream Sandwich porterà anche nuove tecnologie, principalmente legate all’uso della fotocamera per l’interazione con il dispositivo.

Inoltre verrà introdotta la tecnologia Virtual Camera Operator. Questa tecnologia permette, durante una videochat, il focus automatico della fotocamera, che avviene zoomando il soggetto, in base a chi sta parlando.
Date per quanto riguarda ice Cream Sandwich non ne sono state dette, vedremo se qualcosa uscirà nei prossimi giorni. Se devo fare un previsione personalmente direi che si parlerà di  novembre/dicembre.

Ed è giusto che sia così, ad oggi abbiamo la maggior parte dei device fermi ancora alla 2.2, inoltre questo sarà un’update molto strutturale dell’ecosistema android, un po’ come fu la 2.0. Cambiare le carte in tavola ora creerebbe più problemi che altro. Staremo a vedere se la mia previsione è giusta o meno.

Chiuso il capitolo strettamente legato ad Android come OS, si sono introdotti i nuovi Servizi legati ad Android, entrambi purtroppo disponibili per ora solo in USA.
Il primo servizio è la naturale evoluzione di quanto annunciato ieri per youtube, ovvero un servizio per l’affitto di film. Sarà possibile affittare film attraverso l’apposita nuova sezione dell’Android Market e vederli su tutti i terminali Android comodamente in streaming. Se poi sappiamo che no potremo disporre di connettività ma vogliamo vederci il film affittato, possiamo far si che tutto il film venga scaricato sul device scelto così che lo potremo comodamente vedere.

I film partono da un minimo di 1.99$ e una volta acquistati saranno disponibili per 30 giorni, mentre una volta iniziato a vedere si hanno 24 ore per finire la visione.

Il secondo servizio annunciato è Google Music che al momento è in beta e solo ad inviti. Questo servizio permette di caricare la propria libreria musicale on the cloud facendo si che sia disponibile ovunque noi andiamo, su qualunque pc o terminale Android.

Molto interessante a riguardo la funzione Instant Mix, che crea una playlist in maniera automatica in base ad un brano scelto analizzandone la traccia audio per trovare nella nostra libreria brani che "suonano" in maniera simile.

          Aggiornamenti di almeno 18 mesi per tutti i terminali Android, hw permettendo

L’annuncio più bello dell’I/O, lasciatemelo dire, è la fine del balletto per quanto riguarda gli aggiornamenti di Android da parte dei produttori. Questo grazie ad una partnership tra Google, alcuni operatori ed i principali produttori di terminali Android (HTC, Samsung, LG, Sony Ericsson, LG).

Tutti i componenti di questo gruppo si impegnano a portare nel minor tempo possibile per almeno 18 mesi dal rilascio di un terminale sempre l’ultima versione di Android disponibile, hardware permettendo. Fine dei dubbi, o quasi, quindi per quanto riguarda gli aggiornamenti, non aspettavamo di meglio e finalmente siamo stati ascoltati.

                                                                 Android @ Home

Ma cosa avremo nel futuro di Android? La risposta ci viene mostrata subito, ed è Open Hardware per quanto riguarda gli accessori e domotica, Android @ Home.

Il primo è realizzato con il rilascio dell’ADK, Android Development kit, che consiste in paleo povere in una serie di API Android unite alla potenza della board Arduino (che è bene ricordare che è open source ed è una creazione completamente Made in Italy).

L’unione di questi porterà ad infinite possibilità di creazione di Accessori Hardware da interfacciare e controllare con Android, già da ora con Android 2.3.4 e 3.1 per i tablet. Veramente non c’è limite alla fantasia.

Android @ home
Android @ Home rappresenta il progetto di domotica di Google, impianti casalinghi, apparecchi, luci e tanto altro tutti controllabili da Android. Questo avviene attraverso un’interfaccia radio e l’uso di dispositivi certificati Android, ad esempio delle semplici lampadine a led (che Google a quanto si è capito venderà) che integrano il ricevitore per esser controllate da una applicazione Android.

Le novità del keynote sono finite, ma l’I/O è solo appena iniziato e sicuramente gli altri miei colleghi di androidlab approfondiranno meglio nel particolare quanto presentato oggi. Mi lascio le considerazioni in generale su quest’I/O per domani.
Riguardo a quanto visto, non possiamo che ritenerci soddisfatti, la direzione che sta prendendo Android è forse quella giusta, dopo lo sprint iniziale, la crescita esponenziale che l’ha portato ad essere presente nel 37% degli smartphone Europei e in misura maggiore in quelli Americani, crescita che è avvenuta però a suon di aggiornamenti ed annunci uno dopo l’altro. Finalmente il momento è arrivato di consolidare il tutto e mettere i paletti dove necessario, in modo da scrollarci di dosso quella nomea di ecosistema caotico che ci è stato affibbiato.

Se il nostro era caos, era solo un caos frutto della creatività, caos di quelli che danno vita agli universi. Senza dimenticarci però che la vera innovazione è di casa in Android ed ecco quindi la domotica e l’ADK per tutti e soprattutto completamente open, senza pagar nulla.

L’appuntamento e domani con il Keynote del Day two alle 18:30 italiane e asseguire come semrpe il resoconto qui su Androidlab.it.

Michele Dipace

Admin di Androidlab e "Computer Addicted", ha cominciato la sua"carriera" nella metà degli anni 80 sui computer 8 bit Commodore e Sinclair passando poi al 16 bit Amiga, diventandone grande appassionato. Oggi Linux user, crede che Android sia il sistema operativo destinato ad emergere nel mercato della telefonia mobile.

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