AndroidLab

Il Laboratorio Italiano Android e Google Chrome

Proprio così, mentre molti di noi ancora sognano di avere tra le mani uno smartphone con la potenza di un processore dual-core. Terminali che sono di imminente uscita e che comunque, allo stato attuale del sistema Android, saranno sottosfruttati fino al previsto aggiornamento primaverile della piattaforma.
Ecco che Qualcomm, l’azienda produttrice dei SoC snapdragon, annuncia che sta lavorando alla versione quad-core di quest’ultimo.
Ma non solo, qualcomm ci fa sapere che questi nuovi processori cui stanno lavorando, APQ8064, raggiungono una frequenza di ben 2.5GHz per core. Avete letto bene sono 4 core che viaggiano ognuno a 2.5GHz!. Questa nuova famiglia di nuovi processori sarà poi completata con le rispettive versioni single-core (MSM8930) e dual-core (MSM8960).
Naturalmente l’azienda ci fa sapere che questa nuova generazione di core snapdragon, in tutte e tre le sue varianti, garantisce un incremento prestazionale del 150% e un consumo ridotto del 65% rispetto ai processori mobile attualmente disponibili.
Queste cifre saranno anche puro marketing e non potremmo verificare la loro esattezza fino a che questi processori non saranno effettivamente disponibili sul mercato, integrati all’interno di terminali (possibilmente Android). Il che non avverrà, almeno per i quad-core, prima di un anno, che alla fine non è nemmeno un tempo siderale visto che i dual core stanno facendo capolino solo ora.

Una piccola considerazione personale per concludere. Questa rincorsa prestazionale è bella, ci appassiona ed è anche fisiologica di un mondo sempre più mobile che è relativamente giovane con ruoli nel mercato tutti ancora da definire, quindi terreno di conquista da parte di tutte le aziende che operano a livelli diversi dello stack produttivo. Da parte nostra di semplici utenti però devo dire che non ha tutto questo senso. Avere quattro fantasmagorici core è bello e te ne puoi vantare al bar, ma ha senso?
Ricordiamoci che i quad-core sono a malapena sfruttati a dovere dalle macchine Desktop, e vengono veramente sfruttati solo da un sottoinsieme di applicazioni. Quindi mi chiedo con voi nel mondo mobile quanto siano necessari. Restando nel mondo Android, sappiamo benissimo che a livello di codice del sistema operativo, google ha un larghissimo margine di ottimizzazione per rendere il sistema performante sulle attuali piattaforme hardware. Questo perchè android viene eseguito in una virtual machine, e migliorare, ottimizzare questa virtual machine migliora le prestazioni del sistema. Senza contare che già se delega le risorse per il rendering della interfaccia alla GPU, come avviene in Honeycomb, libera la CPU da un carico di lavoro non indifferente.

Sotto questo punto di vista quindi la scelta di un Nexus S single core ha molto senso. Essendo questo un terminale di sviluppo, è giusto che si testi e lavori su Android con quell’hardware. Perché ottimizzare e rendere prestante il sistema prima di tutto su un single core, porta molti più vantaggi a tutto l’ecosistema Android. Questo perché il guadagno di prestazioni che si hanno non sarà regalato dalla potenza del processore, ma solo da migliorie vere all’OS.

Poi per carità alla fine a tutti noi piace far a gara a chi ce l’ha più grosso…il processore.

Michele Dipace

Admin di Androidlab e "Computer Addicted", ha cominciato la sua"carriera" nella metà degli anni 80 sui computer 8 bit Commodore e Sinclair passando poi al 16 bit Amiga, diventandone grande appassionato. Oggi Linux user, crede che Android sia il sistema operativo destinato ad emergere nel mercato della telefonia mobile.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInPinterestGoogle PlusYouTube

Forum Android
Diventa un blogger, scrivi un articolo