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Ricordo quando più di 10 anni fa comprai il mio primo auricolare Bluetooth, un Plantronics scelto per consiglio del rivenditore, ignoravo infatti l’esistenza di tale marchio. Da allora, ho sempre apprezzato le ottime qualità degli auricolari del marchio californiano a cominciare da quelle audio sino ad arrivare all’ottimo design.

È con grande piacere dunque, che ho affrontato la prova di questo nuovo modello, il Voyager Legend UC che rispetto al suo predecessore (il Voyager PRO HD)  è più piccolo del 25%, più leggero, resistente all’acqua, dispone di 3 microfoni per la cancellazione del rumore ed il miglioramento del suono, ha un layout migliore.

Il tasto power ed i pulsanti volume + e – sono ora sullo stesso livello ed in più è stato aggiunto anche il pulsante mute.

Pulsante mute

Ho molto apprezzato la presenza di pulsante mute dedicato  che solitamente non è presente sulla maggior parte cuffie. Di solito è parte di un pulsante multifunzione, ed il mute è accessibile con manovre non sempre facilmente ricordabili.

Il pulsante mute si trova sotto il braccetto e quando si preme durante la chiamata avvisa con un “mute on” o “mute off”.

Se si dimentica, se la funzione è abilitata, invece di dire “mi senti?” è sufficiente premere il pulsante per attivare o disattivare il mute ed ascoltare il risultato.

Comandi Vocali

Questo ci porta ad affrontare un altra caratteristica importante di questo auricolare che oltre ad essere in grado di parlare è in grado anche di ascoltare.

Questo significa che premendo il pulsante mute quando ci si trova in standby è possibile interrogare l’auricolare con alcune domande da formulare in lingua inglese, francese, tedesco  o spagnolo, manca purtroppo l’italiano.

Con i comandi vocali è possibile attivare la modalità di pairing, verificare se si è connessi ad un dispositivo e con quanti, conoscere lo stato della batteria.
L’auricolare dovrebbe presumibilmente annunciare il  nome del chiamante, ma non sono riuscito a far funzionare questa caratteristica con il mio Nexus 4.

Quando si riceve una chiamata si può anche accettare pronunciando il comando “enter” o rifiutare pronunciando il comando “ignore”.

Sensore di prossimità

Altra caratteristiche molto apprezzabile è la presenza di un sensore di prossimità che ha dimostrato di funzionare molto bene.

Questo sensore è in grado di rilevare se l’auricolare è indossato all’orecchio o meno ed in base a tale informazione comportarsi di conseguenza. Ad esempio effettuando una chiamata quando l’auricolare non è all’orecchio ma connesso al telefono, l’audio resterà sul telefono e non passerà all’auricolare.

Ma non è tutto, grazie a questo sensore è possibile effettuare tutta una serie di operazione semplicemente portando l’auricolare all’orecchio ad esempio:

  • rispondere d una chiamata
  • trasferire una chiamata in corso da telefono ad auricolare
  • riavviare lo streaming della musica

rimuovendo l’auricolare dall’orecchio invece si ottengono i seguenti risultati:

  • trasferire una chiamata in corso dall’auricolare al telefono
  • mettere in pausa lo streaming della musica
  • disabilitare il pulsante delle chiamate per evitare telefonate accidentali

Streaming Musicale

Il Voyager UC supporta anche il profilo A2DP , cioè la capacità di riprodurre musica in streaming proveniente da un dispositivo bluetooth.

Pur essendo mono, la qualità audio è decente. Questa ulteriore possibilità risulta molto comoda in svariate situazioni.

Per esempio, si può indossare per ascoltare i podcast mentre si passeggia o si porta a spasso il cane. Il pulsante sulla cuffia permette di mettere la musica in  play o pausa o, come già detto, è sufficiente togliere o mettere  le cuffie per ottenere lo stesso risultato.

Ancora meglio, in auto è possibile ottenere indicazioni stradali da un navigatore satellitare tranquillamente in un orecchio, senza disturbare gli altri passeggeri

Connessione al PC

Questo auricolare utilizza la versione bluetooth 3.0 ed è possibile associarlo a più dispositivi. Tuttavia, molte delle funzionalità avanzate non sono ampiamente supportati su alcuni desktop e laptop.

Per questo motivo nella confezione del Voyager UC è incluso un dongle Bluetooth USB in grado di fornire una soluzione più affidabile e rapida per gli utenti desktop e notebook.

Caricabatterie

Nella confezione del Voyager UC troviamo ben 3 carica-batterie per questo dispositivo. Oltre al carica-batteria da viaggio e da pc è presente anche una custodia dotata di batteria di riserva in grado di caricare l’auricolare ben due volte e di trasportare il dongle bluetooth in dotazione. Questo fornisce un notevole valore aggiunto al dispositivo

Conclusioni

Molte caratteristiche mi sono piaciute di questo Voyager UC, vediamole sinteticamente:

  1. Indossarlo è molto confortevole, il design garantisce la stabilità in tutte le situazioni.
  2. Il pairing è facilissimo da fare non appena si estrae il dispositivo dalla scatola.
  3. Il livello del volume è facile da impostare  e la qualità audio è eccellente.
  4. Le dimensioni: Plantronics è una delle poche aziende che sanno bene dove si trovano le orecchie e la bocca delle persone. E un po’ più grande di alcuni concorrenti ma funziona meglio e gli interlocutori ci sentono bene.
  5. Il tasto di risposta non si trova sulla cuffia e per rispondere non si deve spingere l’auricolare  nell’orecchio.
  6. Il sensore di prossimità è semplicemente geniale
  7. La possibilità di ascoltare la musica grazie al profilo A2DP è un plus molto apprezzabile
  8. Il range di funzionamento è molto ampio.
  9. La durata della batteria è molto buona (circa 7 ore).
  10. La dotazione di un dobgle Bluetooth Usb
  11. La  Custodia Carica-batterie che consente anche il trasporto facile del dongle bluetooth.

Nel complesso ci troviamo di fronte ad un dispositivo impressionante con il quale Plantronics porta il mercato degli auricolari Bluetooth ad un livello qualitativo sconosciuto sino a questo momento. Se avete intenzione di acquistare un articolare bluetooth potreste trovare nel Voyager UC la risposta definitiva grazie a caratteristiche e dotazione fuori dal comune.

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Michele Dipace

Admin di Androidlab e "Computer Addicted", ha cominciato la sua"carriera" nella metà degli anni 80 sui computer 8 bit Commodore e Sinclair passando poi al 16 bit Amiga, diventandone grande appassionato. Oggi Linux user, crede che Android sia il sistema operativo destinato ad emergere nel mercato della telefonia mobile.

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