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Il Laboratorio Italiano Android e Google Chrome

fantozzi Silenzio assoluto! Per novanta minuti non voglio sentir volare una mosca! Donne, in cucina! Spaghettone aglio olio e peperoncino, birrona gelata e ROOT libero!

Voglio cominciare con questa citazione “fantozziana” appositamente modificata, ma servono meno di 90 minuti per effettuare il root per la stragrande maggioranza dei terminali android in circolazione e grazie a Shakalaca, membro del team XDA, il root è alla portata di tutti.

Se avete poca dimestichezza con le complesse procedure per rootare il vostro androide o nel caso in cui abbiate bisogno di un pc per effettuare l’operazione, sappiate che ad oggi Universal Androot risulta essere il miglior metodo per effettuare questo genere di operazioni sul dispositivo in vostro possesso. Parola di Whitson Gordon che ne ha parlato sulle pagine di Life Hacker.

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Prima di procedere all’installazione dell’applicazione controllare se nel vostro smartphone nel menù Impostazioni –> Applicazioni la voce Origini Sconosciute sia attiva; successivamente a questo breve controllo potrete continuare nella procedura di installazione.

Inoltre come potete vedere a fianco  l’app permette l’esecuzione di un “Soft Root”, che effettua il root temporaneo del device solo per una sessione.

Prima di procedere con consultate  l’elenco dei dispostivi che al momento possono effettuare il root:

 

Device supportati:

  • Google Nexus One (2.2)
  • Google G1 (1.6)
  • HTC Hero (2.1)
  • HTC Magic (1.5) (Select Do not install Superuser)
  • HTC Tattoo (1.6)
  • Dell Streak (2.1)
  • Motorola Milestone (2.1)
  • Motorola XT701
  • Motorola XT800 (2.1)
  • Motorola ME511
  • Motorola Charm
  • Motorola Droid (2.01/2.1/2.2 with FRG01B)
  • Sony Ericsson X10 (1.6)
  • Sony Ericsson X10 Mini (1.6)
  • Sony Ericsson X10 Mini Pro (1.6)
  • Acer Liquid (2.1)
  • Acer beTouch E400 (2.1)
  • Samsung Galaxy Beam
  • Samsung galaxy 5 (gt-i5500)
  • Vibo A688 (1.6)
  • Lenovo Lephone (1.6)
  • LG GT540 (1.6)
  • Gigabyte GSmart G1305

Device non supportati:

  • Google Nexus One (2.2 FRG33)
  • Samsung i9000/i6500U/i7500/i5700
  • Motorola ME600/ME501/MB300/CLIQ XT
  • Motorola 2.2 FRG22D
  • Archos 5
  • HuaWei U8220
  • HTC Desire/ Legend/Wildfire (/system Soft Root)
  • HTC EVO 4G/Aria
  • SonyEricsson X10i R2BA020
  • myTouch Slide

Questo link vi porterà alla pagina del forum dedicata.

Fonte

micho

Micho classe '83, grafico e webdesigner. La sua passione per l'informatica comincia da bambino con il suo Amstrad CPC 464 ed il ben più noto C64. Da allora non ha più finito di amarla. Si avvicina ad Android grazie al suo "guru" Kaffeine. E' stato anche speaker radiofonico. Ha una fissa per la musica anni '80.

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  • mikeb

    ma io mi chiedo: come mai per i device huawei è così difficle il rooting? da premettere che non sono pratico di tali operazioni "invasive", ma ne vorrei capire di più non far polemica a vanvera… cioè…voglio dire… la componentistica dei terminali android non credo sia così varia, quindi è un problema del "bios" del device o cos'altro?…vorrei più chiarezza..

    • Sui dispositivi Android l'equivalente del bios è il "bootloader" ed è specifico per ogni dispositivo. E' a causa di quest'ultimo, o meglio delle verifiche che quest'ultimo effettua sulle signatures, se,per esempio, un terminale come il milestone non può essere aggiornato con kernel modificati dalla comunità open-source android. La procedura per acquisire i permessi di root, inoltre, molto spesso sfrutta dei bug noti nel software installato sul telefono, è importante dunque che anche la comunità che lavora al rooting di un dispositivo sia abbastanza vasta per poter giungerere alla realizzazione di una procedura di rooting da rilasciare al pubblico, è quanto accaduto ad un dispositivo come l'HTC Tattoo, che ha dovuto attendere mesi prima che fosse scovata una falla adatta ad acquisire i permessi di root. Detto questo non so molto dei dispositivi Android Huawei, ma credo che ottenere i permessi di root anche su di loro sia solo una questione di tempo….

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