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Il Laboratorio Italiano Android e Google Chrome

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Come noto, Google ha perso l’asta che vedeva in palio 6 mila brevetti Nortel. Tale asta è stata vinta da un consorzio composto dai sui maggiori rivali, quali per esempio Apple, Rim e Microsoft che pur di sottrarre i brevetti a Google hanno messo sul piatto l’enorme cifra di 4,5 miliardi di dollari.

Ha sorpreso la tattica, in stile geek diremmo noi, adottata da Google che a quanto sembra avrebbe rilanciato tre volte, con le somme di 1.902.160,54 – 2.614.972,128 e 3.141.592,653 dollari, si tratta rispettivamente della costante di Brun, della costante di Meissel-Mertens e del PI greco.


L’uso di costanti matematiche non ha impedito la sconfitta di Google in un asta che molti ritenevano avrebbe dovuto vincere per garantire un futuro sereno ad Android attaccato da più parti sul fronte brevetti.

Ma cosa dovrebbe fare Google per Android dopo questa sconfitta?

Vediamo la situazione attuale:

  • Oracle ha fatto causa a Google reclamando la paternità di 44 brevetti Java che a suo dire sarebbero stati copiati da Google nello sviluppo di Android
  • Microsoft ottiene più soldi da Android che da Windows Phone 7 a causa di accordi per violazione brevetti
  • Apple e Samsung sono in piena battaglia legale a suon di accuse e controdenunce.

L’acquisizione dei brevetti Nortel sarebbe servita a Google per creare intorno ad Android una sorta di scudo brevetti.

Florian Muller, esperto di brevetti ritiene che difficilmente si ripresenterà  un’altra occasione  con un asset così ricco e che i 700 brevetti di Google sono pochi per difendere Android dall’assalto della concorrenza.

D’altro canto secondo ICAP Patent Brokerage, sul mercato sono presenti numerosi asset brevetti importanti e Google con i suoi 36.7 miliardi di dollari in contanti non avrebbe problemi a farne incetta.

In buona sostanza Google nonostante la sconfitta nell’asta Nortel, non dovrebbe rinunciare all’acquisizione di brevetti per garantire ad Android un buona difesa nelle controversie legali attuali e future

Fonte

Michele Dipace

Admin di Androidlab e "Computer Addicted", ha cominciato la sua"carriera" nella metà degli anni 80 sui computer 8 bit Commodore e Sinclair passando poi al 16 bit Amiga, diventandone grande appassionato. Oggi Linux user, crede che Android sia il sistema operativo destinato ad emergere nel mercato della telefonia mobile.

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